Recensione di Matteo Fantuzzi al IX Quaderno

Da Matteo Fantuzzi quanto di buono offre la poesia
italiana contemporanea. Forse.

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Piccolo indovinello poetico (e piccola riflessione)

Dal Bianco, Marotta, Riccardi, Vitale; Damiani, Deidier, Del Colle, Di Palmo; Fo, Bocchiola, Goffredo, Mazzoni, Picca, Vezzali, Villalta, Zizzi; Ciofi, Febbraro, Molinaro, Pontesilli, Satta Centanin, Trevi, Zampini, Zuccato; Bonito, Condello, Lo Russo, Munaro, Ragagnin, Raos; Biagini, Del Sarto, Inglese, Lombardo, Santi, Sissa, Turolo; Bulfaro, Di Spigno, Fantato, Lepori, Palmese, Raimondi, Temporelli; Bajec, Bianconi, Bultrini, De Alberti, Lisa, Manstretta, Socci; Broggi, Calandrone, Desiati, Gezzi, Giovenale, Neri, Turra. Chi sono ? (La risposta è facile). Ma andando a vedere l’evoluzione e le caratteristiche delle persone inserite nei vari quaderni si vede al tempo stesso l’enorme evoluzione (ma anche i corsi e i ricorsi storici…) che ci stanno attraversando: è quello fatto da Franco Buffoni un biennale e meritorio “stato dell’arte” in grado davvero di farci comprendere molto di quello che già sta succedendo e di quello che da qui a poco potrà succedere (alcuni degli autori inseriti nei quaderni erano tra parentesi al momento dell’uscita illustri sconosciuti e sono esplosi all’attenzione poi in un secondo tempo, è sempre bene ricordarlo, e spero anche che alcuni di questi autori non abbiano memoria corta, come a volte accade). Per quello che riguarda l’ultimo capitolo (a quanto pare, lo si legge nell’introduzione del curatore il penultimo della serie) in effetti ho solo complimenti da fare: dalle sempre maggiori conferme di Maria Grazia Calandrone a Marco Giovenale sui quali ampiamente ho già e molte volte detto e scritto, alle conferme delle grandi capacità di Gezzi e Turra che forse proprio in questo modo zittiscono la paura che i fuoriusciti de “L’opera comune” possano rimanere incastrati in una sorta di bolla eterna evolvendo anche rispetto ai loro lavori fin qui usciti. Anche del lavoro di Neri già apprezzato con l’ottima rivista Ciminiera non posso che dire bene, anche se forse sono la prosa poetica di Alessandro Broggi e il lavoro narrato di Mario Desiati quelli che più mi hanno colpito, non tanto per sminuire gli altri, ma perché se il primo con Salvi e Testa ha raccolto molto consenso negli ultimi tempi per l’attività critica svolta con “L’Ulisse” anche il secondo viene da due romanzi molto apprezzati e sapere che le altre attività dei due non ne hanno comunque intaccato la capacità poetica non fa che rendermi felice. Insomma so che per una volta sono parecchio benevolo ma il Nono Quaderno Italiano di Poesia Contemporanea edito da Marcos y Marcos ve lo consiglio davvero. Ps. Si è capito di che parlavo ? Mi sa proprio di sì. State bene.