Reperto 74 di Franco Buffoni (Editrice Zona)


Franco Buffoni - tra gli intellettuali italiani più vivaci e prolifici - ha recuperato di recente un suo manoscritto in prosa del 1974: "Ricordavo vagamente di averlo scritto e credevo di averlo perso o distrutto". E’ il suo primo romanzo breve, proposto all’epoca a un editore che gli suggerì di tagliare il primo capitolo e aggiungerne uno a conclusione. Ma lui non acconsentì, "avrebbe snaturato il senso del mio lavoro". Il titolo era "Come fare di vostro figlio un omosessuale", titolo che l’autore reputa "improponibile (...) oggi - che non è alla domanda su che cosa sia l’omosessualità o su come si "diventi" omosessuali che occorre rispondere, bensì - e molto più dignitosamente - su come siano le sessualità e su come si vivano e su come si vivessero un tempo".
Nel 1974, "Franco, Franchino, Coccio per il suo papà" aveva ventisei anni ed era " quello che Moravia allora definiva un omosessuale "organico", alla Pasolini: caratterizzato da odio profondo per il padre e da un inscindibile, viscerale rapporto con la madre ". Il manoscritto finì dimenticato. L’inizio della precoce carriera universitaria del giovane studioso - che si sentiva "all’unisono coi poeti romantici inglesi" - volge alla ricerca e all’insegnamento i suoi interessi, da cui discenderanno decine di pubblicazioni, come autore, curatore, traduttore. Rileggendo quel manoscritto "con l’acquisito senno del poi", Franco Buffoni ha deciso di darlo alle stampe mettendo in pratica "la correttezza di quell’antico giudizio", ma solo per metà. Ha eliminato il primo capitolo - "infarcito di citazioni mediche e filosofiche" - ma non ne ha aggiunto uno finale: "Ho deciso di permettere al ventenne degli anni Settanta di raccontarsi bambino e adolescente con la voce di allora, senza intervenire".
Il tema del padre e della madre, e del fragile equilibrio che i due hanno costruito sulla rabbiosa autorità dell’uno e la timorosa condiscendenza dell’altra, intreccia la natura curiosa, esuberante, romantica dell’adolescente, in perenne conflitto con quella figura maschile così lontana, che trova rifugio solo nel caldo abbraccio della madre-vittima, o della nonna-testimone, i ruoli femminili del silenzio, a quel tempo. Come "virile" era l’uomo che sapesse tenere salde le redini della famiglia imponendo regole senza appello, se non con la forza del convincimento alzando per lo meno la voce. La scoperta dell’omosessualità - in una situazione così, frenata da mille remore - rischia di essere dirompente per lui, "Franchino", e per quella sua famiglia tanto cattolica e per bene. E lo sarà: ma in senso opposto a quello temuto.
Al romanzo breve - che oggi s’intitola "Reperto 74", come un tassello mancante e finalmente inventariato - Buffoni ha aggiunto "cinque racconti scritti in anni recenti, che a quel tempo comunque fanno riferimento".
Vincenzo Ianniello
In http://www.romapride.it/spip.php?article12 “TESTARDAMENTE”