Il giudizio di Giovanni Turra

L’atteggiamento assunto da Buffoni – almeno fino alla X sezione inclusa di NOI E LORO – nei confronti di coloro che, più di altri, aderiscono con dignità e tenacia alla vita che hanno avuto in sorte di vivere, è di tipo di fenomenologico e tipologico, da «erborizzatore umano» (non ricordo chi abbia impiegato questa locuzione a proposito di Proust); un atteggiamento che potrebbe apparire di primo acchito distaccato (si veda la poesia intitolata Gay Pride) e che, al contrario, è sempre partecipato nel profondo e sofferto. Ishem, Yusif, Moshe, Ibrahim…: i loro nomi, la loro corporatura, il loro abbigliamento consentono di definire icasticamente attanti e dedicatari di ogni testo poetico; e a noi lettori di cogliere l’articolarsi molteplice – e quindi, forse, la verità – dell’esistenza: a patto di possedere, come Buffoni, una pietas affinata e sensibilissime antenne.

Giovanni Turra

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