Motivazione del premio della critica DEDALUS


«Poesia inclusiva» era la formula con cui Montale definiva le opere moderne che, per sfuggire all’egemonia della lirica sulla scrittura in versi, recuperano contenuti narrativi e saggistici. Guerra è uno dei migliori esempi di poesia inclusiva che la letteratura italiana abbia prodotto negli ultimi decenni. Costruito come una serie di quattordici variazioni, tante quanto le parti in cui è diviso, il libro ha una struttura complessa ma centripeta che procede per ampliamenti progressivi. Il nucleo del poema è costituito da esperienze familiari e personali, ma poi lo sguardo si allarga fino a comprendere scene di guerra e di storia collettiva tratte da epoche diverse, fino a quando, nelle ultime tre parti, la riflessione sul tema che dà il nome al libro diventa un’anatomia della distruttività umana, e più in generale un discorso sulla cieca volontà di autoconservazione e di potenza implicita in ogni essere vivente, negli uomini come nei leoni marini, nei bambini come negli anatroccoli.
Il primum di questo libro è l’ideologia illuministica dei diritti umani, la convinzione che la vita propria e altrui sia un valore assoluto che non si può sacrificare, il rovesciamento del dulce et decorum est pro patria mori. Le poesie politiche dei nostri tempi sostengono, quasi sempre, questa stessa visione del mondo. Ciò che distingue Buffoni dal moralismo vuoto, scolastico che rende illeggibile gran parte della poesia civile contemporanea è la complessità del suo sguardo. Guerra colloca il proprio tema in un contesto filosofico e storico molto ampio ed evita di anteporre il commento moralistico alla mimesi del fenomeno. Questo rafforza la percezione icastica dell’orrore, ma al tempo stesso apre uno spazio di ambiguità carico di passioni contraddittorie (sdegno e ripugnanza, ma anche fascinazione e curiosità): le stesse che attraversano l’esperienza quotidiana del medio cittadino occidentale, cui la guerra si mostra innanzitutto come evento da guardare o da leggere, come racconto o come spettacolo lontano.
La Giuria: Enzo Golino, Andrea Cortellessa, Guido Mazzoni, Alberto Casadei, Massimo Raffaelli, Lidia De Federicis
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