MOTIVAZIONE PREMIO SERTOLI SALIS


FRANCO BUFFONI è uno tra i più attivi e originali scrittori in versi dagli
anni ottanta a oggi. La sua personalità sembra particolarmente dotata di
due tipi di virtù che certo non di frequente si trovano a convivere, e
cioè la continuità e la disponibilità all’esplorazione anche sperimentale
di soluzioni stilistiche diverse. Partito da una sorta di composto
fraseggio che ben si potrebbe definire di natura post-sereniana, si è poi
mosso, anche sotto la spinta di un’esperienza di vita intellettuale e
professionale tra le più ricche e mobili, verso orizzonti che valicano
l’autobiografismo per approdare a zone emblematiche della condizione
dell’intellettuale e dell’artista in una società complessa e interattiva. Il libro che premiamo oggi è probabilmente il culmine
di questo percorso. Si fonda su un suggestivo schema di rifrazioni e
rimandi, documenta contemporaneamente il compimento estetico e il
travaglio del proprio formarsi, riflette sull’umiltà del laboratorio come
sulla vertigine del culmine emotivo, e infine scioglie in un profondo
quadro esistenziale e in una umana capacità di introspezione i mille
incontri culturali che, spesso attraverso i torrenti di altre lingue
familiari a Buffoni - e bilanciati tra brevi aforismi e prose liriche o
riflessive, fino a versi esatti e potentemente figurativi - , formano il
prisma di questo libro.
La giuria: Giancarlo Majorino, Camillo De Piaz, Giorgio Luzzi
Questa pagina è stata stampata dal sito www.francobuffoni.it